Storia e finalità
Storia e finalitÀ

Storia e finalitÀ

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L'Associazione Dimore Storiche Italiane dal 1977

Fu in una riunione tenutasi a Roma nel Marzo del 1977, presso il Palazzo Santa Croce, che una quindicina di proprietari di edifici storici gettarono le basi per la nascita dell'Associazione. Primo Presidente fu l'ambasciatore Gian Giacomo Thiène, coadiuvato dall'avvocato Niccolò Pasolini dall'Onda, vicepresidente.

L'esempio era quello di varie associazioni europee e lo statuto preso a modello fu quello dell'Association Royale de Demeures Historiques de Belgique.

L'idea era di costituire un sodalizio in difesa dei beni culturali privati allo scopo di agevolarne la conservazione, la valorizzazione e la gestione. Proprio in quegli anni il panorama dei beni culturali italiani si era arricchito di nuovi impulsi: era stato creato il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali; erano nati altri importanti sodalizi, come il FAI e la FIDAM .

Inizialmente l'Associazione annoverò una quarantina di soci, ma la crescita fu costante nel tempo, tanto che al attualmente le adesioni sono oltre 4.000 .

Immediatamente si iniziò a studiare la legislazione di tutela e fiscale e si cercò di ottenere, anche dal nostro Stato, quanto era già previsto in altri ordinamenti europei.

I risultati furono immediati: l'allora Ministro delle Finanze F.M. Malfatti, nel 1978, emanò un decreto per cui diventò possibile dedurre dall'imponibile fiscale del proprietario il 75% delle spese di manutenzione e restauro.

Era una prima grande vittoria che determinò un sensibile incremento delle opere di conservazione degli immobili storici privati.

Attingendo a piene mani dalle idee e dai suggerimenti scaturiti nell'ambito dell' Associazione Dimore Storiche, nell'agosto del 1982 fu pubblicata la celeberrima legge 512, che affrontava la delicata questione fiscale per i beni culturali.

Seguì un decennio di operoso entusiasmo: l'Associazione, organizzatasi in sezioni regionali, aumentò rapidamente e costantemente quanto al numero dei soci ed iniziò ad organizzare una lunga serie di eventi culturali.

Con la legge finanziaria del 1991, se da una parte il Governo ridusse considerevolmente le deduzioni dagli imponibili fiscali, dall'altra parte, nell'ambito di una riforma delle tariffe d'estimo catastali, fu introdotta una norma che determinava una riduzione degli imponibili fiscali ed eliminava in via ipotetica la tassazione dei redditi da locazione.

Non fu più reintrodotta la deducibilità totale delle spese di restauro, ridotte ora ad un abbuono del 19% degli esborsi sostenuti, da detrarre direttamente dall'IRPEF.

Iniziò contestualmente una lunga controversia con l'erario in merito alla tassazione dei redditi da locazione..

Con sentenza n.346 del 28 novembre 2003 la Corte Costituzionale è intervenuta sulla questione, riconoscendo la legittimità della concessione del beneficio fiscale relativo agli immobili di interesse storico o artistico, apparendo tale scelta tutt'altro che arbitraria o irragionevole, in considerazione del complesso di vincoli ed obblighi gravanti per legge sulla proprietà di siffatti beni.

Su queste basi e sulla ricchezza delle attività fin qui svolta, l'Associazione, ora presente con proprie sezioni in tutte le Regioni, si appresta ad intraprendere un cammino di crescita sì da meglio rappresentare la specificità dei beni culturali privati sia quanto ad iniziative culturali sia quanto a tutela, conservazione e valorizzazione delle dimore storiche private.

In analogia con la storia dell'Associazione si è sviluppata la storia della nostra Sezione Toscana, che spesso è stata di esempio e traino per le altre realtà associative.

Fu nel giugno 1978 che Neri Capponi, Leonardo Ginori Lisci, Amerigo Gondi, Cesare Poccianti, Bettino Ricasoli, Niccolò Rucellai e Donella Torrigiani Torelli, tutti già soci ADSI, presso la sede regionale degli agricoltori a Firenze, dettero vita alla Sezione Toscana . Essi elessero il primo Comitato Direttivo della Sezione nelle persone di Giorgiana Corsini, Leonardo Ginori Lisci, Niccolò Rucellai e Bettino Ricasoli, che fu nominato presidente. Da allora molta strada è stata fatta ed innumerevoli sono state le iniziative che hanno portato il nostro sodalizio ad essere uno dei più cospicui ed attivi tra quelli che si occupano di beni culturali della nostra regione.

Attualmente in Toscana annoveriamo 865 soci: da oltre 10 anni la Sezione Toscana è di gran lunga la più consistente di tutto il sodalizio.

Le iniziative della Sezione sono innumerevoli.

Tra esse si ricordano:

- l'Assemblea ordinaria dei soci, che viene organizzata annualmente a rotazione in vari centri della nostra Regione.

- i numerosi convegni scientifici

- la manifestazione Cortili e giardini aperti,

Sul piano normativo si sono annoverati principalmente due successi:

nel 2000 l'approvazione del Testo Unico Regionale sul Turismo, che vide l'istituzione delle RESIDENZE D'EPOCA.

nel 2002 altro notevole impegno fu quello volto ad ottenere il sostegno economico, a carico dei Fondi strutturali dell'Unione Europea (Documento di programmazione 2000/2006). La Regione Toscana ha promulgato un bando Doc.U.P. 2000-2006 Obiettivo 2 - Azione 2.2.2 "Bando di accesso ai contributi pei infrastrutture private per attività culturali".